Bonet: si fa con le uova oppure no? Lo abbiamo chiesto al pasticciere piemontese

Il bonet piemontese: si prepara con le uova oppure no?

Ti sei mai chiesto se il bonet, il celebre dolce della regione Piemonte in Italia, si prepari con le uova oppure senza? Il dubbio è nato durante un acceso episodio del programma televisivo Alessandro Borghese 4 Ristoranti, dedicato alle trattorie di Torino, dove diversi chef hanno discusso senza riuscire a trovare un accordo.

Per chiarire questo piccolo mistero gastronomico abbiamo consultato un vero maestro: Fabrizio Galla, uno dei pasticceri più prestigiosi del Piemonte e membro di associazioni internazionali come APEI e Relais Desserts.

Questo dolce antico, simbolo della cucina del nord-ovest italiano, ha sempre suscitato grande passione tra appassionati ed esperti. Galla ci svela la verità, insieme alla sua ricetta infallibile del bonet da preparare a casa. Scopriamo insieme la storia, gli ingredienti fondamentali e i segreti per ottenere un dessert cremoso e indimenticabile.


Il bonet tradizionale contiene le uova? La risposta dell’esperto

Per Fabrizio Galla la risposta è chiarissima:

“Le uova sono indispensabili nel bonet autentico.”

Le uova agiscono come coagulante naturale, dando al dolce la sua tipica consistenza cremosa e compatta senza bisogno di additivi artificiali.

Nel programma televisivo una ristoratrice sosteneva una versione senza uova, ma secondo il maestro pasticcere questa variante altera completamente la struttura del dessert. Il vero bonet piemontese è composto da:

  • uova

  • zucchero

  • cacao

  • latte

  • panna

  • caffè oppure rum

  • amaretti sbriciolati

Il tutto è ricoperto da uno strato irresistibile di caramello.

Questa discussione dimostra quanto sia importante preservare le ricette tradizionali. In Piemonte ogni famiglia può avere la propria variante, ma i professionisti concordano sugli ingredienti essenziali.


Gli ingredienti fondamentali per un bonet perfetto

La ricetta del bonet è semplice ma richiede precisione. Per uno stampo di circa 18 cm, Fabrizio Galla consiglia:

  • 200 g di latte

  • 130 g di panna fresca

  • 70 g di zucchero

  • 100 g di uova

  • 85 g di amaretti sbriciolati

  • 10 g di cacao amaro

  • 15 g di liquore all’amaretto

  • zucchero per il caramello

Il ruolo degli ingredienti

  • Latte e panna: creano una base cremosa e vellutata.

  • Uova: danno struttura e consistenza al dolce.

  • Amaretti e cacao: apportano il tipico sapore di mandorla e la nota leggermente amara del cioccolato.

  • Liquore all’amaretto: aggiunge un profumo intenso e caratteristico del territorio piemontese.

Usare ingredienti freschi e di qualità è essenziale per ottenere un risultato davvero eccellente.


Le origini del bonet: da Torino alle Langhe

Il bonet nacque all’inizio del XIX secolo nelle case aristocratiche di Torino, quando il cacao era un ingrediente prezioso riservato alla borghesia. Curiosamente, la prima versione del dolce non conteneva cioccolato.

Con il tempo la ricetta si diffuse nelle colline delle Langhe, dove oggi è diventata un simbolo della gastronomia locale.

Il nome “bonet” ha due possibili spiegazioni:

  1. deriva dal berretto rotondo piemontese, simile alla forma dello stampo usato per il dolce

  2. oppure indica il “cappello finale” del pasto, cioè il dessert che conclude il banchetto

Nelle campagne piemontesi veniva cotto lentamente in stampi di terracotta. Oggi si prepara nei forni moderni, ma mantiene il suo carattere rustico e autentico.

È un dolce perfetto da accompagnare con vini piemontesi come:

  • Barolo

  • Moscato d’Asti


Come servire il bonet

Nelle famiglie piemontesi il bonet è il dolce tradizionale della domenica.

Può essere servito:

  • tiepido oppure freddo

  • con panna montata

  • con amaretti interi

  • con marron glacé

Nei ristoranti viene spesso presentato su piatti bianchi, per esaltare la lucentezza del caramello.


Tre consigli di Fabrizio Galla per un bonet perfetto

Secondo il maestro pasticcere, il segreto è la pazienza.

1. Scaldare lentamente latte e panna
Così lo zucchero si scioglie perfettamente nella miscela.

2. Cottura delicata

  • a vapore a 90°C

  • oppure a bagnomaria a 150°C

Questo evita crepe e mantiene una consistenza cremosa.

3. Riposo lungo
Prepararlo con anticipo e lasciarlo riposare in frigorifero anche 24-48 ore migliora il sapore e la consistenza.


Ricetta del bonet passo dopo passo

Porzioni: 6-8
Tempo: circa 45 minuti + riposo

Ingredienti

  • 200 g latte intero

  • 130 g panna fresca

  • 70 g zucchero

  • 100 g uova (circa 2 medie)

  • 85 g amaretti sbriciolati

  • 10 g cacao amaro

  • 15 g liquore all’amaretto

  • zucchero per il caramello

Preparazione

  1. Preparare il caramello
    Sciogli lo zucchero in una padella senza mescolare fino a ottenere un colore nocciola. Versa nello stampo.

  2. Scaldare latte e panna
    Porta quasi a ebollizione.

  3. Mescolare gli ingredienti
    In una ciotola unisci amaretti, zucchero, cacao, uova e liquore.

  4. Aggiungere i liquidi caldi
    Versa lentamente mescolando con una frusta.

  5. Cuocere
    Versa nello stampo e cuoci:

    • 30-32 minuti a vapore a 90°C

    • oppure 30-35 minuti a bagnomaria a 150°C.

  6. Raffreddare
    Lascia raffreddare e metti in frigorifero per una notte prima di sformare.


Perché il bonet merita un posto nella tua cucina

Il bonet è molto più di un semplice dessert: rappresenta l’incontro tra tradizione, semplicità e raffinatezza. È economico, facile da preparare e perfetto per concludere un pasto importante.

Come dice Fabrizio Galla:

“Con le uova e un po’ di pazienza, il bonet è sempre un successo.”

Se ami i dolci italiani tradizionali, questo capolavoro piemontese merita sicuramente un posto nella tua cucina.


Domande frequenti

Il bonet tradizionale contiene le uova?
Sì. Le uova sono fondamentali per ottenere la consistenza cremosa del dolce.

Qual è l’origine del bonet?
Nasce nel XIX secolo a Torino e si diffonde nelle Langhe piemontesi.

Come si ottiene un bonet perfetto?
Con una cottura delicata a bagnomaria o a vapore e un lungo riposo in frigorifero.

Con cosa si accompagna il bonet?
Con panna montata, amaretti o marron glacé, e vini come Moscato d’Asti.

Il bonet ha sempre avuto il cacao?
No. Nella ricetta originale non era presente; fu aggiunto successivamente per arricchirne il sapore.

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